
viernes, 13 de marzo de 2026· 10.4470, -75.2617
Le guacamayas che trovarono il loro rifugio
Di Omar Enrique Verdugo Cabeza, Cuidador de las aves
Omar Enrique Berdugo Cabeza era solo quel pomeriggio nel santuario quando le vide arrivare. Due guacamayas mayas — quelle del punto di liberazione B126 e B31 — scesero per prime su un mamón, quei rami larghi e generosi che amano tanto, prima di spostarsi verso il rifugio che il team aveva costruito apposta per loro. Lì rimasero un po', a loro agio, con quella calma che i pappagalli mostrano quando un posto è già diventato loro.
Non furono le sole ad animarsi. Vicino alla mangiatoia, due piccole cotorritas si avvicinarono a curiosare, indifferenti alla presenza di Omar, che registrava tutto in video senza muoversi. Attorno a lui, la vegetazione tropicale stringeva da ogni parte: alberi grandi, arbusti, piante di platano, e in mezzo a quel verde fitto, i resti di un vecchio campo da basket che il bosco va reclamando da anni, senza fretta ma senza sosta. Quell'arco metallico mezzo inghiottito dalla vegetazione racconta, meglio di qualsiasi cifra, quanto sia avanzato il recupero dell'habitat in questa parte della riserva.
Sull'autore
Omar Enrique Verdugo Cabeza · Cuidador de las aves
Omar lavora alla Fundación Loros dal 2023. Conosce la foresta e il Cerro El Peligro meglio di chiunque altro. Ha percorso un cammino straordinario: da cacciatore a guardiano della fauna selvatica. Oggi i loros lo riconoscono e lo seguono quando torna a casa, il riflesso di un legame costruito nel segno del rispetto e della trasformazione.
