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Fundación Loros

Manifesto

Cartagena · Riformato ad aprile 2026

Fundación Loros non dovrebbe esistere. Se i pappagalli vivessero liberi nelle foreste dove sono sempre stati, se nessuno li strappasse dai loro nidi per venderli o esibirli, se il loro habitat non scomparisse sotto il cemento e le motoseghe, questa organizzazione non avrebbe ragione di esistere. Ma esiste, perché tutto questo accade.

Ogni animale che arriva alla Fondazione — recuperato dal traffico illegale, sequestrato, abbandonato o consegnato dopo anni di detenzione non autorizzata come animale domestico — ha una storia, un danno da riparare e il diritto a una seconda opportunità. Ci prendiamo cura di individui concreti. Questa cura è il punto di partenza di tutto ciò che facciamo.

Tre preparazioni simultanee

Restituire la libertà non è solo aprire una gabbia: significa che l'individuo e l'ambiente che lo accoglie siano preparati. Tutta la nostra attività è orientata a costruire queste condizioni.

Preparare l'individuo

Riabilitiamo, addestriamo e accompagniamo ogni animale fino a quando non disponga delle abilità di volo, alimentazione, socializzazione e risposta alle minacce che gli permettano di sopravvivere e prosperare in libertà. Lavoriamo con biologi e veterinari, sotto la supervisione di CARDIQUE.

Preparare l'ambiente naturale

Ripristiniamo la foresta secca tropicale che accoglie gli uccelli liberati: produciamo materiale vegetale autoctono nel nostro vivaio, rimboschimo, manteniamo nidi artificiali e l'infrastruttura ecologica necessaria affinché l'ecosistema disponga di cibo, rifugio e connettività sufficienti per sostenere popolazioni selvatiche vitali.

Preparare l'ambiente umano

Lavoriamo con le comunità del territorio per trasformare la relazione tra le persone e la fauna selvatica: affinché si comprenda che i psittacidi sono esseri intelligenti e senzienti, che la loro cattura e detenzione sono illegali in Colombia, e che un animale libero vale più di uno in cattività. Crediamo che la conservazione possa essere motore di sviluppo locale — il birdwatching, il turismo scientifico e l'ecoturismo sono alternative reali alla cattura.

Un modello austero e naturalista

Privilegiamo un modello operativo allineato con gli standard internazionali di benessere animale. Applichiamo un principio di minima manipolazione: evitiamo il confinamento in gabbie piccole, l'isolamento e l'intervento non necessario. Riconosciamo che i pappagalli richiedono spazio ampio e interazione con i loro simili.

Il destino di ogni animale segue una gerarchia chiara: primo, reintegrazione nell'ambiente naturale mediante rilascio graduale; secondo, semi-libertà o libertà intermittente con accompagnamento; terzo, custodia temporanea di riabilitazione; e solo quando nessuna di queste vie sia praticabile, custodia permanente. La permanenza indefinita in cattività senza funzione ecologica, educativa o scientifica non è un risultato accettabile.

Oltre il santuario

La fauna che liberiamo non resta entro i confini della tenuta. Per questo il nostro modello trascende il centro di riabilitazione e diventa un modello di gestione territoriale partecipativa della biodiversità: lavoriamo con proprietari vicini, comunità rurali e autorità locali per costruire corridoi biologici, aree di protezione, rifugi e pratiche produttive compatibili con la fauna selvatica.

Coinvolgiamo i contadini come custodi del territorio, promuoviamo sistemi silvopastorali e agroforestali, e condividiamo protocolli replicabili con altre organizzazioni affinché la scienza che generiamo a Villanueva serva il paese.

Il miglior risultato possibile

Il successo di Fundación Loros si misura con una domanda semplice: serviamo sempre meno? Il miglior risultato possibile di questo sforzo è che le popolazioni di psittacidi si sostengano da sole, che le comunità abbiano fatto proprie le pratiche di conservazione e convivenza, e che il territorio funzioni senza bisogno di un'organizzazione che se ne prenda cura.

Restituire la libertà non significa semplicemente aprire una gabbia: implica che l'individuo e l'ambiente che lo accoglie siano preparati.

Statuto · Capitolo II, Articolo 5

L'essere umano come agente dell'inversione

La Fundación non aspira a escludere l'essere umano dal territorio, ma a trasformare progressivamente i termini della sua presenza. Questa trasformazione opera in due tempi: nei bambini, seminando fin da piccoli la comprensione che i pappagalli sono esseri liberi che appartengono alla foresta, non animali domestici né ornamenti; negli adulti, offrendo l'opportunità di mettere in discussione e disimparare ciò che l'abitudine e la cultura hanno normalizzato per generazioni.

Crediamo che la conservazione possa essere motore di sviluppo locale. Il birdwatching, il turismo scientifico e il turismo naturalistico hanno spinto economie regionali in paesi come il Costa Rica e possono fare lo stesso in Colombia. Restaurare ecosistemi, piantare foresta nativa, adottare pratiche produttive come i sistemi silvopastorali e agroforestali, e generare opportunità di lavoro dignitoso legate alla conservazione sono forme concrete di convertire questa convinzione in fonte di prosperità per le comunità.

L'essere umano non è solo testimone del degrado ambientale: può essere agente attivo della sua inversione. Il monitoraggio comunitario, la citizen science, il turismo rigenerativo e il restauro partecipativo sono forme in cui le persone del territorio contribuiscono a ricostruire ciò che si è perso.

Laboratorio vivente

Ogni animale che passa attraverso le cure della Fundación rappresenta un'opportunità —e persino un dovere— di generare conoscenza che migliori le probabilità di quelli che verranno dopo. La Fundación è, in questo senso, un laboratorio vivente: la sua pratica quotidiana —riabilitazione, rilascio, monitoraggio, restauro, educazione e sensibilizzazione— permette di espandere ciò che sappiamo su queste specie e i loro ecosistemi, ed è al tempo stesso fonte di apprendimento scientifico e obbligo di rigore, registrazione e diffusione.

Il diritto a una seconda opportunità.

Alejandro Rigatuso · Fondatore e Direttore

CARDIQUE — Corporación Autónoma Regional del Canal del Dique

Vigilancia y cumplimiento ambiental

Fundación Loros desarrolla sus operaciones bajo la supervisión de la Corporación Autónoma Regional del Canal del Dique (CARDIQUE), autoridad ambiental competente en el Norte y Centro de Bolívar.

Inscrita en la Red de Amigos de la Fauna Silvestre · Resolución N.º 1972 del 28 de diciembre de 2022 y sus actos posteriores.

El logotipo identifica a la autoridad ambiental que ejerce la vigilancia; su uso no implica patrocinio ni alianza.

Documento oficial · Estatutos, abril de 2026

El manifiesto original

El texto íntegro, tal como quedó en nuestros estatutos. Puedes copiarlo al portapapeles o descargarlo.

Fundación Loros no debería existir. Si los loros vivieran libres en los bosques donde siempre han estado, si nadie los arrancara de sus nidos para venderlos o exhibirlos, si su hábitat no desapareciera bajo el concreto y las motosierras, esta organización no tendría razón de ser. Pero existe, porque todo eso ocurre.

Los loros son seres inteligentes, sintientes y sociales. Cada individuo que llega a la Fundación —rescatado del tráfico ilegal, decomisado, abandonado o entregado tras años de tenencia no autorizada como mascota— tiene una historia, un daño que reparar y el derecho a una segunda oportunidad. La Fundación existe para dársela. No gestiona poblaciones en abstracto: cuida individuos concretos, y ese cuidado es el punto de partida de todo lo que hace.

La respuesta al daño no es perpetuarlo bajo otra forma. El cautiverio —aun el más digno— no es un destino aceptable cuando existe la posibilidad de devolver a un animal su libertad. Pero devolver la libertad no es simplemente abrir una jaula: supone que el individuo y el entorno que lo recibe estén preparados. Toda la actividad de la Fundación se orienta a construir esas condiciones: preparar al individuo para la libertad, restaurar el entorno que lo recibe y transformar la comunidad humana que lo rodea.

La Fundación no aspira a excluir al ser humano del territorio sino a transformar progresivamente los términos de su presencia. Esa transformación opera en dos tiempos: en los niños, sembrando desde temprano la comprensión de que los loros son seres libres que pertenecen al bosque, no mascotas ni adornos; en los adultos, ofreciendo la oportunidad de cuestionar y desaprender lo que la costumbre y la cultura normalizaron durante generaciones. Además, creemos que la conservación puede ser motor de desarrollo local —el aviturismo, el turismo científico y el turismo de naturaleza han impulsado economías regionales en países como Costa Rica y pueden hacer lo mismo en Colombia—. Restaurar ecosistemas, sembrar bosque nativo, adoptar prácticas productivas como los sistemas silvopastoriles y agroforestales, y generar oportunidades de trabajo digno vinculadas a la conservación son formas concretas de convertir esa convicción en fuente de prosperidad para las comunidades. El ser humano no es solo testigo de la degradación ambiental sino que puede ser agente activo de su reversión: el monitoreo comunitario, la ciencia ciudadana, el turismo regenerativo y la restauración participativa son formas en las que las personas del territorio contribuyen a reconstruir lo que se ha perdido.

En última instancia, cada animal que pasa por el cuidado de la Fundación representa una oportunidad —y hasta un deber— de generar conocimiento que mejore las probabilidades de los que vendrán después. La Fundación es, en este sentido, un laboratorio vivo: su práctica cotidiana —rehabilitación, liberación, monitoreo, restauración, educación y concientización— permite expandir lo que sabemos sobre estas especies y sus ecosistemas, y es al mismo tiempo fuente de aprendizaje científico y obligación de rigor, registro y difusión.