martes, 24 de febrero de 2026· Punto de liberación de guacamayas en el Cerro El Peligro
Diciotto azzurre al richiamo della campana
Di Alejandro Rigatuso, Fundador y Director de Fundación Loros
Ogni mattina, Omar sale sul Cerro el Peligro con una campana e una promessa. Questa mattina di febbraio non è stata diversa: sotto un sole che cadeva senza pietà sulla voliera di supporto e la vegetazione che la abbraccia, ha fatto suonare il richiamo di sempre. E uno a uno, poi in gruppi, sono arrivate. Diciotto are *Ara ararauna* —quell'azzurro intenso con il petto giallo che sembra dipinto a mano— si sono posate sulle mangiatoie sospese come se l'intero cerro appartenesse a loro. Perché, in effetti, ormai gli appartiene.
Sono uccelli che il team della Fundación ha liberato e che ora transitano quel territorio intermedio tra la cura umana e la vita selvatica. Ancora rispondono al cibo che Omar offre loro, ancora riconoscono la campana, ma ogni giorno che passa è un giorno in più lontano dalla cattività. Il video che ha registrato quella mattina dice tutto: la voliera sullo sfondo, i fiori degli arbusti che ondeggiano, e soprattutto quel vociare di ali azzurre che arriva puntuale, libero e senza chiedere permesso a nessuno.
Sull'autore
Alejandro Rigatuso · Fundador y Director de Fundación Loros
Alejandro Rigatuso è arrivato alla Fundación Loros dopo anni come vicepresidente di Growth Marketing in Toptal, portando con sé uno sguardo poco convenzionale: sa che un animale sta bene dagli occhi, "bene, ben aperti". Lorenzo, il primo pappagallo liberato, ricatturato diverse volte e sempre tornato a volare, lo ha segnato per sempre. Al tramonto, verso le cinque e mezza, lo trovi al Mirador de las Ciénagas o nei dintorni del Cerro El Peligro, immaginando torri di osservazione e centinaia di pappagalli nativi che sorvolano una riserva che un'intera comunità senta propria.